giovedì 31 maggio 2012

In fondo al mar..



Se ci si inoltra nell'Oceano Atlantico nei pressi dell'isola di Grenada, nel sud dei Caraibi, si trova una meravigliosa sorpresa.





Underwatersculpture gallery è un progetto lanciato nel 2006 dallo scultore e istruttore subacqueo guyanese Jason de Caires Taylor. L’iniziativa, in continua evoluzione, ha lo scopo di celebrare la cultura caraibica e reinventare e proteggere una zona coralligena, decimata dalle recenti tempeste tropicali: le statue, infatti, realizzate in calcestruzzo e acciaio ed assicurate al substrato oceanico, generano un reef artificiale. Le loro strutture forniscono una base per la colonizzazione di coralli, alghe e spugne, così come riparo e protezione per tanti altri organismi; inoltre, attirando l'attenzione di sub e turisti su queste scogliere artificiali, le barriere naturali possono cogliere l'occasione per ripararsi e rigenerarsi.



La particolarità di queste opere consiste nell'essere studiate, progettate e realizzate per essere posizionate in acqua tenendo conto delle dimensioni (in mare tutto appare più grande del 25%), dei colori, dei giochi di luce e delle prospettive. Anche i fondali vengono scelti con cura: poco profondi, con sabbia bianca e acque cristalline, in modo che le opere possano essere apprezzate anche da barche con fondo trasparente o da sub amatoriali.

Una delle sue opere si chiama Evoluzione silenziosa e comprende circa 400 statue. Credo che possa essere ben compresa guardando queste piccole foto, prese direttamente dalla galleria online di Underwater.

Il mare e l'assenza dell'uomo suggeriscono il silenzio, mentre le opere diventano nutrimento per una nuova  vita. 



La statua scompare, tramuta, ma la sua scomparsa non è morte, ma nuova vita: la vita dei coralli.
Personalmente ci leggo due messaggi (in cui credo profondamente): l'ambiguità della morte e della vita e la capacità della natura di rigenerarsi e di rinascere.



Altre immagini sono reperibili nella galleria fotografica del MUSA (Museo Subacuatico de Arte).
Al suo progetto si è inoltre affiancato Colleen Flanigan e i due ora stanno progettando assieme una serie di statue volta a far salire il pH dell’acqua e permettere quindi ai coralli di attrarre i minerali che gli servono a costruire i loro esoscheletri (come scrive l'Atlantic). Su Il Post ho letto, inoltre, che il progetto è finanziato tramite Kickstarter, un sito internet per raccogliere microdonazioni.
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